Un contributo del buddismo zen ai problemi della coppia

il-buddismo-zen-e-la-vita-di-coppia

 

Nel titolo dell’edizione italiana del suo libro, dedicato alle relazioni di coppia durature e consapevoli, il grande maestro Thich Nhat Hanh  riassume il concetto dell’amore in poche ed essenziali parole: “Sono qui per te”.
Il libro tratta un argomento cruciale nella vita di tutti noi: dalla qualità delle nostre relazioni intime proviene sofferenza o felicità.
Dall’atteggiamento che assumiamo quando emergono contrasti e incomprensioni, e dal comportamento che ne consegue, si rinnova la stima in noi stessi, e si rafforza la relazione, oppure aumentano la delusione e la sfiducia in sè e nel partner.

Salva

omaggio-gratuito

L’importanza dell’argomento, secondo noi, sta anche nel fatto che, se ci sono dei figli,  i modi di stare insieme della coppia diventano cruciali per lo sviluppo dei figli. Qui si creano i modelli di relazione che, dai primi anni di vita all’adolescenza e oltre, i figli interiorizzeranno e tenderanno a replicare nelle loro future relazioni d’amore, determinandone il successo o il fallimento. Una grande responsabilità genitoriale, quindi.

Comprendere come ha inciso la relazione con i nostri genitori sulle relazioni che attualmente stiamo vivendo e come le attuali nostre relazioni stanno condizionando i nostri eredi, ci sembra un aspetto sul quale porre attenzione.

La nostra vita relazionale contribuisce, in buona parte, a formare una comunità sociale più o meno armoniosa.

Nel libro viene descritto il fondamento delle relazioni felici: instaurare un buon rapporto con se stessi.

Durante la lettura ci siamo chiesti. “Ma che cosa può saperne un monaco che vive in astinenza, in una comunità spirituale, di problemi legati alla coppia? Egli offre un punto di vista prezioso da un punto di vista priviligiato: l’osservazione attraverso la lente della millenaria filosofia buddista sulle relazioni umane, anche in ambito comunitario.

E’ un’insieme integrato di psicologia del profondo; di regole di vita che conducono alla consapevolezza e alla felicità; di pratiche quotidiane per il miglioramento di se stessi e per l’accrescimento delle proprie sensibilità e percezioni; di visioni della vita interpretate con grande saggezza e testimonianza attiva.

Insomma è un susseguirsi di vere e proprie perle preziose, elaborate all’interno della visione buddista e di grande valore anche per i laici.

L’autore continua approfondendo:

  • L’amore vero

Thich Nhat Hanh parte dalla definizione dell’amore vero. E afferma che l’amore di cui di cui tutti abbiamo bisogno ha la caratteristica principale di non produrre sofferenza inutile.

Quindi, oltre al fisiologico disagio che ci procura ‘stare insieme’ c’è ne è un altro che potremmo reciprocamente evitarci. Ottimo spunto: quanti di noi, invece di modificare le proprie abitudini ‘negative’, continuano ben sapendo che certi comportamenti potrebbero essere evitati?

L’autore continua affermando che l’amore è vero quando ci fa felici e non ci crea attorno una sorta di rete in cui rimanere imprigionati. Se amiamo ‘bene’ non creiamo ulteriore sofferenza.

Distingue fra l’amore romantico fra due persone o per l’umanità e l’amore come brama e attaccamento. Ti creerà stupore ma, per marcare una sottigliezza importante, per i monaci praticanti – scrive -, che si allenano quotidianamente ad essere consapevoli di sè, del proprio respiro, pensieri, comportamenti e sentimenti delle persone attorno; è più facile gestire l’astinenza piuttosto che, per i laici, avere una relazione sessuale sana, accompagnata dall’amore e dalla comprensione reciproci.

E conclude affermando che con la consapevolezza dell’origine della nostra sofferenza esistenziale, e apprendendo una visione profonda di noi stessi e del partner, possiamo godere della gioia, della pace e del rilassamento che provengono dall’amore vero.

  • L’importanza dell’intimità

Ciò che ci ha colpiti in questo capitolo è leggere che spesso nella profondità di noi stessi desideriamo essere amati e apprezzati ma che l’intimità ci sfugge. Siamo vittime della confusione e ciò può costarci caro: mischiamo l’amore profondo e il desiderio superficiale.

Thich Nhat Hanh afferma che esistono 3 tipi di intimità: emotiva, fisica e spirituale.

Quella fisica non si può separare da quella emotiva: quando abbiamo una relazione sessuale anche sporadica, proviamo sempre una qualche forma di intimità emotiva, anche se non lo riconosciamo. E quando è presente anche l’intimità spirituale le prime due tendono a completarsi.

L’intimità emotiva, cioè comunicare in armonia e con reciproca comprensione, è un desiderio molto diffuso. E siccome il desiderio fisico non coincide sempre con l’amore – ed è impossibile avere un’intimità fisica, senza intimità emotiva, perchè il corpo e la mente non sono due entità separate – ciò che accade al corpo ha un effetto sulla mente e viceversa.

Per quel che riguarda l’intimità fisica sappiamo che il sesso e la riproduzione fanno parte della vita. Il sesso può dare grande piacere e arricchire la relazione che lega la coppia. Ma il sesso non è l’amore. Non vanno confusi. Si può amare una persona senza per forza farci sesso insieme e possiamo fare sesso senza provare amore.

Ma se due persone che si amano vivono un sufficiente grado di consapevolezza, concentrazione e visione profonda, è facile che la loro relazione contenga elementi di sacralità.

L’intimità sessuale dovrebbe essere una fase successiva all’instaurarsi di una relazione fatta di intimità, comprensione e condivisione a livello emotivo e spirituale.

E continua. Quando ci capita di soffrire è il momento di tornare a noi stessi. Quando ci sentiamo soli e isolati avere una relazione sessuale può non essere ciò che ci aiuta a star bene. Occorre imparare a stare bene con noi stessi, concentrandosi sul modo di trovare dimora in noi, e la via spirituale ci può aiutare a trovare la nostra ‘dimora interiore’.

Quando sai gestire le tue emozioni e le difficoltà della vita quotidiana hai effettivamente qualcosa da offrire ad un’altra persona. E se l’altro sa fare lo stesso con te ci sono buoni presupposti per l’amore a due.

Insomma, è auspicabile che ognuno guarisca dalla propria sofferenza da sè e impari a star bene nella propria pelle. Solo cosi potrà offrire una ‘dimora’ sicura all’altro. Altrimenti, nell’intimità fisica si condividerà solo solitudine e sofferenza.

Spiritualità non vuol dire necessariamente seguire un insegnamento spirituale o religioso. Sia che tu segua una religione o no, la consapevolezza, ad esempio, può essere un aspetto importante del tuo sentiero spirituale. In questo senso la pratica può aiutarti a gestire le tue emozioni, a comprendere ed accettare la tua sofferenza e quella del partner. L’intimità spirituale contribuisce a sviluppare l’intimità emotiva e rende più appagante quella fisica. E i tre tipi di intimità sono interconnessi fra loro.

  • Le radici del desiderio

In questo capitolo Thich Nhat Hanh approfondisce la ‘non-paura’, la brama, come scioglierla, e l’energia dell’abitudine.

  • Trasformare solitudine e sofferenza

Si sofferma sull’importanza dell’attenzione e sulle apparenze, la sofferenza e le visioni erronee.

  • Comprensione e capacità di perdonare

Vengono approfonditi l’ascolto profondo e la capacità di perdonare.

  • Tre chiavi per la feliticà

L’autore continua sui temi della presenza mentale, della concentrazione e della visione profonda.

  • I quattro elementi del vero amore

Vengono elencati: la gentilezza amorevole, la compassione, la gioia e l’equanimità.

  • La nostra aspirazione più profonda

Approfondisce l’argomento e scrive sul risvegliarsi al nostro ‘buddha interiore’ e sul ‘buddha a tempo pieno’.

  • Fedeltà

Verso la fine del libro il maestro zen scrive sul come mettere radici profonde. Ce ne sono tre: la fiducia, la pratica e il sostegno della comunità. Poi parla dei ‘due giardini’ e della ‘nostra vera dimora’.

  • ‘Sutra’ sull’amore fisico (trascrizioni dei discorsi tenuti dal Buddha)

Sono trentatre aforismi (insegnamenti sapienziali espressi in modo breve e sintetico).

  • Pratiche di consapevolezza

Sono le attività di consapevolezza che offre il cammino spirituale buddista e che vengono vissute nel monastero e in molti gruppi diffusi nel mondo:

– La Consapevolezza del Respiro

– I Cinque Addestramenti alla Consapevolezza (rispetto per la vita, vera felicità, vero amore, parola amorevole e ascolto profondo, nutrimento e guarigione)

Monaco a Plum Village

Monaco a Plum Village

– L’Irrigazione Selettiva dei Semi Positivi            

– Le Meditazioni sull’Amore

– Le Cinque Consapevolezze

– Il Ricominciare

– La Meditazione dell’Abbraccio

– Il trattato di pace e il biglietto di pace

  • Appendice:

Il trattato termina con la descrizione del monastero di Plum Village, dell’offerta di ritiri e delle modalità di partecipazione.

Nostra considrazione finale: Essendoci recati al monastero, avendone assorbito la specialissima atmosfera, vissuto le pratiche e conosciuto Thich Nhat Hanh, siamo riusciti a goderci la lettura di questo libro, fino in fondo. E ci teniamo a condividere con te questo piacere perchè questo cammino di miglioramento di se stessi – e della propria relazione d’amore – è sì impegnativo, ma non manca di proposte concrete, per trasformare la propria sofferenza in gioia.

omaggio-gratuito

© 2017 Essere Coppia – Flavio Ponsetti


icona-facebook