Riconciliarsi in coppia: cosa puoi fare quando hai offeso il partner

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Se la relazione con il partner è veramente importante per noi, l’idea di riconciliarci dopo un evento in cui abbiamo ferito l’altro/a è auspicabile.

Mostrarsi insensibili ad un qualche aspetto del partner, o della vita insieme, a volte è un’esperienza comunemente vissuta, anche se non intenzionalmente cercata.
A tutti capita di commettere sbagli
. Non siamo infallibili, e spesso pronunciamo parole, o compiamo azioni, che hanno una ricaduta negativa sul partner.
Queste semplici considerazioni ci portano a riconoscere che, nel caso in cui ci teniamo a mantenere l’armonia e l’equilibrio costruttivo fra noi, oltre a conoscere ‘I 5 linguaggi dell’amore’ è necessario sapere come ‘ricominciare da capo’.

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Cioè come attuare una strategia che porti alla riconciliazione, dopo aver prodotto un’offesa, creato un’ingiustizia o un torto al partner; per la pace personale, della coppia e della famiglia se ci sono anche dei figli.
Il perdono e la sua dinamica, cosi bene studiati e descritti nel libro ‘I 5 linguaggi del perdono’ di Gary Chapman e Jennifer Thomas ci aiutano nell’esplorazione di questa intima interazione umana.
Essa è il frutto della ricerca e dello studio, durati due anni, di questi due consulenti matrimoniali con esperienza ultradecennale.

Ti sintetizziamo il contenuto in questo articolo, confidando di stimolarti all’approfondimento dell’argomento e offrirti materiale utile ad orientarti nella tua relazione col partner, quando sorgono problemi di comunicazione; un riferimento per le situazioni del quotidiano, in cui specchiarsi ed ottenere uno spunto per la propria situazione relazionale.

Spesso insieme si litiga e si discute, qualche volta in maniera accesa.
A volte, a seconda dello stile di comunicazione della coppia, la discussione franca porta ad una  comprensione reciproca. Altre volte, invece, se c’è già un’incomprensione, la stessa franchezza, produce l’effetto opposto: si perde la fiducia e ci si allontana. Si dicono delle cose al coniuge sull’impulso del momento e lo si ferisce. Procurando sofferenza il rapporto si incrina, e se si desidera provare a farlo tornare alla sua lucentezza potenziale, è bene essere in grado di mettere in atto la pratica del perdono.

Perchè a furia di incomprensioni e litigi, su come soddisfare i desideri e bisogni reciproci, la relazione – se non ci si comprende e ci si perdona è destinata ad accumulare acredine e rancore che, a lungo andare, diventa corrosiva e si autodistrugge.

E’ in questo clima emozionale che maturano separazioni e divorzi.
Quindi non è solo eticamente importante apprendere la teoria di questa pratica; ma è anche auspicabile per attuare un ‘buon mantenimento’ del rapporto.

Se ci tieni veramente al partner e vuoi riavvicinarti a lui, dopo aver detto o fatto qualcosa che ha prodotto un’offesa o un torto o un’ingiustizia, dovrai necessariamente chiedere scusa e passare attraverso la dinamica del perdono.

Perchè chiedere scusa?

Perchè come esseri umani , come già scritto, siamo imperfetti, spesso compiamo errori; spesso questi errori hanno un effetto su chi ci sta vicino e, anche non intenzionalmente, contribuiamo a produrre incomprensione e sofferenza.
Quando un torto ha incrinato un rapporto interpersonale, qualcosa in noi chiede la riconcliazione. Questo è spesso più potente del desiderio di ottenere giustizia.

La necessità di chiedere perdono riguarda tutti i rapporti umani e in special modo quello col partner. In assenza della richiesta di perdono sorge l’ira e siamo spinti a chiedere giustizia. All’interno dei matrimoni e delle convivenze, le tempeste domestiche spesso sono radicate nella mancanza di disponibilità a chiedere perdono. Entrambi si sentono feriti, adirati e hanno commesso errori, ma non sono disponibili a chiedere perdono. Per non voler dire ‘Scusa, ho sbagliato, puoi perdonarmi?’ dichiarano una guerra che a volte dura anni e spesso termina con il divorzio, la sepazione o addirittura con la morte.
In una relazione costruttiva, i partner sono disponibili a chiedere scusa.

Il perdono sincero toglie la barriera che era stata creata dall’offesa e apre la porta al recupero della fiducia, con l’aiuto del tempo.
Quando chiediamo perdono, ci assumiamo la responsabilità del nostro comportamento, cercando di rimediare a beneficio della persona che è stata offesa. Una vera richiesta di perdono apre la porta alla possibilità effettiva del perdono e della riconciliazione e si può continuare a costruire un rapporto interpersonale. Se non c’è una richiesta di scuse, l’offesa si erge come una barriera, e la qualità del rapporto si impoverisce.

Un buon rapporto si contraddistingue per la disponibilità a chiedere scusa, perdonare e riconciliarsi. Molti rapporti sono freddi e distanti perchè non siamo riusciti a chiedere perdono.
Alcuni di noi hanno imparato nelle famiglie di origine a chiedere scusa, altri no.
Nelle famiglie costruttive i genitori insegnano ai figli a chiedere scusa. Ma non tutti sono cosi fortunati: molti bambini crescono in famiglie disturbate in cui ferite , ira e acredine costituiscono uno stile di vita in cui nessuno chiede scusa.

La bella notizia è che l’arte di chiedere perdono può essere appresa.
Nel corso della loro ricerca, gli autori hanno scoperto che in una richiesta di perdono ci sono 5 aspetti fondamentali che hanno definito ‘I 5 linguaggi del perdono’.
Sono tutti importanti, ma per ogni singolo individuo, uno o due di questi linguaggi comunicano in modo più efficace degli altri.

Il segreto per un buon rapporto interpersonale consiste nell’imparare il linguaggio del perdono dell’altra persona, ed essere disponibile a parlarlo. Quando parli il linguaggio del perdono del partner, fai si che sia più facile che ti perdoni sinceramente. Quando non riesci a parlare questo linguaggio è più difficile che giunga il perdono perchè l’altra persona non è certa che tu stia chiedendo sinceramente scusa. Comprendere e mettere in pratica i 5 linguaggi del perdono migliorerà molto il rapporto con il partner e con tutti i tuoi rapporti interpersonali. Amare spesso significa dire ‘mi dispiace’ e il vero amore prevede che chi ha commesso un torto cheda scusa e chi è stato offeso perdoni.  

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I. Esprimere rammarico

La maggior parte delle persone in una richiesta di scuse cerca la sincerità e la percezione della sincerità cambia da una persona all’altra. Ciò che una persona considera sincero può non essere ritenuto sincero da un altro. Gli autori sono giunti alla conclusione che in una richiesta di scuse vi sono 5 elementi fondamentali, che definiscono i 5 linguaggi del perdono.

Il primo linguaggio del perdono consiste nell’esprimere rammarico. Nella maggior parte dei casi si manifesta nelle parole ‘Mi dispiace’. Esprimere rammarico è l’aspetto emozionale di una richiesta di scuse. Si tratta di esprimere alla persona che è stata offesa il senso di colpa, di vergogna e di dolore che provi perchè il tuo comportamento l’ha profondamente ferita. “Quando hai ferito il partner, digli che ti dispiace”. Esprimere rammarico è fondamentale per un buon rapporto interpersonale. Il rammarico si concentra su che cosa hai fatto o hai omesso di fare e sul modo in cui il tuo comportamento si è ripercosso sull’altra persona. In assenza dell’espressione di rammarico, molti non ritengono che la richiesta di scuse sia adeguata e sincera.

Inoltre è importante che il linguaggio del tuo corpo sia in accordo con le parole che dici, se ti aspetti che la persona che è stata offesa percepisca la tua sincerità.
E una richiesta di scuse ha un impatto più forte quando è specifica.
I dettagli rivelano che comprendi a fondo la situazione e quanti incovenienti hai creato al partner. Il sincero rammarico richiede di non essere espresso da “Ti chiedo scusa, ma…” . Il ‘Ma…’ non ci deve essere se vuoi essere efficace.

A volte feriamo l’altro senza rendercene conto. Sicuramente non ne avevamo l’intenzione. Un buon rapporto interpersonale migliora ulteriormente se esprimiamo il nostro rammarico anche quando non intendevamo ferire l’altra persona. “Mi dispiace che il mio comportamento ti abbia arrecato tanto dolore. Non intendevo ferirti”. Il rammarico spinge ad analizzare il proprio comportamento ed esprimere empatia per le ferite che l’individuo ha provocato ad un’altra persona.
“Spero che tu possa perdonarmi”: una sincera espressione di rammarico con la richiesta di perdono per alcuni è convincente e sono disponibili a perdonare. In assenza di queste parole il perdono è difficile.
Si tratta di comunicare che sei addolarata/o perchè sai che le tue azioni hanno ferito il partner. Questa immedesimazione con il dolore dell’altro suscita la disponibilità a pedonare.

II. Assumersi le proprie responsabilità

Quando i rapporti sono incrinati una semplice richiesta di scuse può cambiare la situazione, ma scusarsi significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Spesso non diciamo “Ho sbagliato” perchè consideriamo questa espressione una debolezza, una minaccia al senso di autostima. Forse pensiamo “Solo i perdenti ammettono di aver sbagliato, le persone intelligenti cercano dimostrare che le loro azioni hanno una giustificazione”. Questi pensieri spesso sono radicati nell’infanzia quando da bambini siamo stati puniti e umiliati per mancanze di poco conto e il senso di autostima si è ridotto. E a livello inconscio abbiamo associato il comportamento sbagliato ad una bassa autostima, e a sentirsi cattivi. Chi cresce con questo schema, da adulto fa fatica ad ammettere di aver sbagliato.

La bella notizia è che non essendo esseri perfetti ci capita spesso di sbagliare, ma come adulti possiamo comprendere questi schemi e spezzarli per assumerci la responsabilità dei nostri errori.
Gli adulti immaturi razionalizzano in vari modi il proprio comportamento negativo.
Spesso l’espressione ‘Non è colpa mia’, invece di farci assumere la responsabilità dell’accaduto, tende ad accusare l’altro per gli errori commessi. Riconoscere di aver sbagliato è un passo importante per diventare adulti responsabili e realizzati.
Molte persone perdonano il partner che ha sbagliato quando questi chiede scusa in maniera sincera e si assume la responsabilità del proprio comportamento. Quando un rapporto interpersonale è incrinato dalle ferite e dall’ira, è sempre oppportuna una richiesta di scuse.

Ferire il partner perchè mi ha ferito è come dichiarare una guerra civile, una guerra in cui non ci sono vincitori. Una buona relazione non richiede la perfezione, ma la disponibilità a riconoscere i propri errori e a chiedere perdono.
La richiesta di scuse è parte integrante del perdono e della riconciliazione.
Si possono imparare nuovi modi di agire (diversi dagli schemi appresi dall’infanzia) e dobbiamo ricordare che nelle relazioni spesso il partner parla un linguaggio del perdono diverso dal proprio. Dobbiamo conoscere qual’è il suo linguaggio specifico, e utilizzarlo.
Dire “Mi dispiace” spesso non basta: il partner vuole capire se l’altro ha sinceramente compreso che ciò che ha fatto è sbagliato.  

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III. Cercare di rimediare

La disponibilità a fare qualcosa per cercare di riparare al dolore che ho provocato è indice di una vera richiesta di scuse: “Dovrei fare qualcosa per rimediare a ciò che ho fatto”. Occorre compensare al senso di perdita che l’altra persona sperimenta. Riparare alla perdita è un atto di giustizia da parte di chi ha commesso il torto.

Per molte persone, il tentativo di rimediare è il linguaggio principale del perdono. Hanno bisogno di sentire che insieme alle scuse ci sia una dimostrazione, di un impegno sincero a porvi rimedio. In assenza di ciò non ritengono valida la richiesta di scuse.
“Mi aspetto un pentimento ma anche un sincero impegno per rimediare al danno provocato!”. “Mi aspetto che il partner cerchi di rimediare allo sbaglio”. Ecc.

E’ fondamentale esprimere questo impegno utilizzando il linguaggio dell’amore dell’altra persona.
A questo proposito puoi conoscere facilmente, attraverso un semplice test, il tuo linguaggio d’amore preferito, cioè il principale modo attraverso cui ti senti valorizzata/o dal partner.
Se l’impegno a rimediare è il linguaggio principale del perdono di una persona, questo diventa la parte più importante di una richiesta di scuse.
L’impegno a rimediare spesso va al di là delle espressioni d’amore comunicate tramite uno dei 5 linguaggi. Può richiedere di ripagare o ricostruire qualcosa che è stato danneggiato.

IV. Impegnarsi sinceramente per il futuro

Per alcuni non è sufficiente sentire il partner chiedere scusa per aver commesso un’azione irritante, uno sgarbo o usato un tono aspro senza necessità; ciò che queste persone vogliono è che il partner in questione non ripeta lo stesso comportamento; vogliono che venga assunto l’impegno a modificare il proprio comportamento migliorandolo.

Nel contesto di una richiesta di scuse, questo significa che un individuo comprende che il suo comportamento attuale è distruttivo. La persona si rammarica per il dolore che arreca all’altro e sceglie di modificare il suo comportamento.
Il pentimento è qualcosa di più che limitarsi a dire “Mi dispiace; ho sbagliato; come posso rimediare per te?”. Si tratta di dire ” Cercherò di non farlo più”.

Per alcuni la richiesta di scuse non basta. Sentono la necessità di ricevere la richiesta di perdono. Quindi l’impegno a modificare il proprio comportamento in futuro rende la conciliazione più semplice.
Gli altri linguaggi del perdono potrebbero per alcuni non essere sufficienti fino a quando non sentono il partner proferire parole simili a queste: “Intendi cambiare o questo succederà di nuovo la settimana prossima?”.

Vogliono che l’altro sia disponibile a cambiare e che la prossima volta si comporti in modo diverso. Per procedere in questa direzione ci sono 3 passi possibili.

okVerde PASSO 1

Il linguaggio del pentimento comincia con un’espressione di impegno per cambiare. E il vero pentimento comincia sempre dal cuore. Riconosciamo che ciò che abbiamo fatto è sbagliato, che le nostre azioni hanno ferito una persona a cui vogliamo bene. Non vogliamo continuare con lo stesso atteggiamento e decidiamo di cambiare. Esprimiamo poi verbalmente questa decisione alla persona che abbiamo offeso ed è proprio questa decisione a indicare che non cerchiamo più pretesti: non minimizziamo il nostro comportamento, ma ci assumiamo pienamente la responsabilità delle nostre azioni.

Quando condividiamo la nostra intenzione di cambiare con la persona che abbiamo offeso, le comunichiamo ciò che accade nel nostro intimo e in questo modo l’altro può vedere le nostre sincere intenzioni.
Cambiare atteggiamento richiede tempo, e durante il percorso possono verificarsi ulteriori errori, ma questi errori non devono impedirci di compiere effettivi cambiamenti.

Se fatichi a esprimere verbalmente le tue intenzioni, tieni presente che quando chiedi scusa, è molto meglio esprimere la tua intenzione di cambiare, perchè la persona offesa saprà riconoscere che il tuo comportamento è sbagliato e che intendi davvero modificarlo.
In questo modo il patner potrà perdonarti anche prima che i cambiamenti si verifichino.
“Mi scuso ma non cambio”: esprimere l’intenzione di cambiare potrebbe essere difficili per te, se pensi che ciò che fai non sia moralmente sbagliato; forse le tue azioni offendono altre persone, ma tu ritieni che costituiscano semplicemente parte della tua personalità. L’idea secondo cui dobbiamo perseguire un cambiamento solo se facciamo qualcosa di moralmente scorretto è sbagliata. In un rapporto costruttivo, spesso i partner compiono cambiamenti che non hanno nulla a che vedere con la morale, ma sono finalizzati a rendere armonioso il rapporto che li lega.

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Lungo la strada del pentimento è necessario elaborare un piano per concretizzare il cambiamento. Spesso le richieste di scuse non aiutano a recuperare il rapporto interpersonale perchè non è stato elaborato un progetto per compiere cambiamenti positivi.

E non è necessario che i progetti siano elaborati, ma devono essere specifici. In più, a volte, la persona che è stata offesa può aiutarti a elaborare un piano. La situazione si presenta quando i partner riescono ad aiutarsi a vicenda per elaborare un piano per correggere un comportamento problematico per uno dei due.

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Perfezionare e concretizzare il piano. Un piano che non sia perfezionato e concretizzato è come un seme che non viene piantato. Elaborare un piano richiede pensiero e azione. Cerca di metterlo per iscritto, tenerlo presente e davanti agli occhi durante la giornata.

Un’altra realtà è che ogni persona percepisce le varie situazioni e i vari aspetti della vita in modo diverso dagli altri. E che spesso piccoli cambiamenti posso apportare significative differenze nel rapporto.
A volte perfezionare e seguire un piano per cambiare può essere molto faticoso. Il piano può richiedere cambiamenti importanti o di minore entità, può riguardare aspetti fondamentali o dettagli secondari.

Il fatto che ci impegniamo per raggiungere cambiamenti costruttivi non significa che ci riusciremo immediatamente. Spesso la strada è costellata di insuccessi, anche se il nostro impegno è sincero. Non dobbiamo lasciarci scoraggiare per questo. Una o due ricadute non indicano che non riusciremo mai a seguire il piano che abbiamo elaborato per cambiare. Il segreto sta nella disponibilità ad ammettere gli errori, alzarsi e provarci di nuovo.

La cosa migliore è cercare di individuare rapidamente ogni ricaduta in un errore, anche prima che la persona che abbiamo offeso abbia il tempo di farcelo notare. Una richiesta di scuse tempestiva indica che il nostro impegno per cambiare è sincero. Quando invece non riusciamo ad ammettere di aver di nuovo sbagliato, il nostro atteggiamento comunica al partner che le scuse che avevamo espresso non erano sincere. In genere non vogliamo ammettere il nostro sbaglio, per vergogna o imbarazzo, ma è opportuno che riconosciamo di essere caduti di nuovo in errore.

E quando il nostro impegno per cambiare subisce qualche cedimento, dobbiamo ammettere il nostro errore, con la maggiore rapidità possibile. Purtroppo tanti rinunciano quando sono vicini alla riuscita della loro impresa.
Le abitudini di comportamento inveterate sono dure a morire, ma riusciremo nel nostro intento, se continuiamo ad impegnarcii per cambiare.
Molte persone non si aspettano la perfezione dopo un richiesta di scuse, ma desiderano vedere un impegno. Quando un partner rinuncia subito al suo impegno dopo uno sbaglio, e torna alle vecchie abitudini senza compiere più alcun sforzo per cambiare, la sua richiesta di scuse non viene considerata sincera.

La persona che chiede scusa potrebbe essere sincera nel momento in cui si esprime, ma la mancanza di un serio impegno per cambiare rende la richiesta di scuse priva di significato. Questo è particolarmente vero per le persone il cui linguaggio del perdono è costituito dal pentimento.
Dunque, a una persona che parli questo linguaggio del perdono, esprimere il desiderio di cambiare ed elaborare un piano, costituisce una parte estremamente importante di una richiesta di scuse. Invitare la persona offesa ad aiutare ad elaborare un piano per cambiare forse è il modo migliore per manifestare il pentimento in modo efficace.  

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V. Chiedere perdono

Ogni persona ha un suo criterio per valutare come debba essere una richiesta di scuse. Dalla ricerca degli autori è risultato che una persona su 5 si aspetta che dal partner che ha subito un’offesa arrivi una richiesta di perdono.

Perchè chiedere perdono è cosi importante?

okVerde 1. Chi chiede perdono fa comprendere che desidera che il rapporto intepersonale sia pienamente recuperato. Quando viene fatto un torto, immediatamente si crea una barriera emozionale fra due persone. Finchè la barriera non viene rimossa. il rapporto interpersonale non può procedere. Una richiesta di scuse è un tentativo di rimuovere la barriera. Se scopri che il linguaggio principale del partner consiste nella richiesta di perdono, tieni presente che questo è il modo più sicuro per rimuovere la barriera tra di voi. Per l’altra persona questo indica che vuoi davvero recuperare il vostro rapporto.

okVerde 2. Un secondo motivo per cui chiedere perdono è importante sta nel fatto che in questo modo manifesti di aver compreso di aver sbagliato, di aver offeso l’altro, in modo intenzionale o inavvertitamente. Ciò che hai detto o fatto forse non è moralmente sbagliato, potresti anche aver agito per scherzo, ma hai offeso l’altro che adesso è irritato. E’ un’offesa che ha creato un’incrinatura. In questo senso è bene chiedere perdono, soprattutto se questo è il linguaggio principale del partner. Chiedere perdono è un’ammissione di colpa. Mostra che sei consapevole di meritare biasimo o una punizione.

okVerde 3. Chiedere perdono mostra che sei disponibile a mettere il futuro del tuo rapporto nelle mani della persona che hai offeso. Hai ammesso di aver sbagliato, hai espresso rammarico, forse hai cercato di rimediare. ora però è ora di domandare: “Puoi perdonarmi?”. Perdonarti o non perdonarti è una scelta che deve compiere il partner che hai offeso. E il futuro del tuo rapporto è legato a questa decisione. Questa realtà toglie la possibilità di controllo e, per alcune persone, questo è estremamente difficile.

Di che cosa abbiamo paura?

okVerde 1. Chiedere perdono è difficile in particolare per le persone che hanno una personalità che tende a voler controllare.

okVerde 2. Molti di noi hanno paura del rifiuto, e questo è un altro motivo per cui è difficile chiedere perdono. Il timore del rifiuto è comune agli esseri umani. Nessuno di noi ama essere rifiutato, ma per alcune persone il rifiuto è quasi insopportabile. Per queste persone, chiedere il perdono è estremamente difficile. perchè sanno che il perdono è nelle mani dell’altra persona, e una delle opzioni consiste nel non perdonarli, che costituisce un rifiuto. La soluzione per queste persone consiste nel riconoscere questo timore senza lasciarsene controllare. Le persone mature riconoscono le loro paure, ma rifiutano di esserene schiave. Se un rapporto interpersonale sta loro a cuore, sono disponibili a superare le loro paure e a compiere i passi necessari per recuperare il rapporto.

okVerde 3. Il timore dell’insuccesso. Le persone che hanno questo timore spesso associano al commettere errori l’idea del proprio fallimento. Per queste persone il modo in cui si difendono è spesso più offensivo del torto procurato. Per queste persone la soluzione sta nel giungere a comprendere che il timore dell’insuccesso, come il timore del rifiuto, è una tra le paure più diffuse del genere umano.

Il primo passo consiste nel riconoscere questo timore innanzi tutto davanti a noi stessi. Daltronde nessuno è perfetto. “Devo imparare a chiedere scusa e perdono malgrado la mia paura”: questo non significa che io sia un fallimento. Ammettere di aver sbagliato non fa di me un fallimento anzi, mi aiuta a recuperare il rapporto col partner.

C’è poi una grande differenza fra chiedere perdono e pretenderlo. Non pretendere il perdono. Non puoi aspettartelo. Quando pretendiamo il perdono, non riusciamo a comprendere la sua natura. Il perdono è essenzialmente la scelta di ‘sospendere la pena’ e permettere alla persona di entrare di nuovo a far parte della nostra vita. Si tratta di perdonare l’offesa in modo che possiamo recuperare la fiducia.

Il perdono dice:” il nostro rapporto interpersonale mi sta a cuore. Dunque scelgo di accettare la tua richiesta di scuse e di non reclamare più giustizia”. E’ fondamentalmente un dono. Un dono che venga preteso non è più un dono. Il perdono deve essere sempre chiesto, mai preteso.
Quando il partner ti perdona, deve rinunciare al suo desiderio di: avere giustizia; abbandonare la sensazione di essere stato offeso, l’ira, la sensazione di imbarazzo, di umiliazione, di rifiuto o di tradimento.
Inoltre il partner, a volte, deve vivere con le conseguenze del tuo comportamento sbagliato. Potrebbero essere cose pratiche come: una malattia sessuale trasmessa, un figlio nato da una relazione extra coniugale o il ricordo di un aborto. Oppure l’oggetto del perdono potrebbe aver a che fare con conseguenze legate alla sfera emozionale: il viso rosso per l’ira, il suono adirato della tua voce, il ricordo di te fra le braccia di un’altra persona ecc.
Il partner che hai ferito forse deve convivere con tutto questo o molto altro, e ha bisogno di tempo per elaborarlo, per perdonarvi. Dunque, ciò che chiedi non è di poco conto.

Chiedere perdono verbalmente dopo aver espresso una richiesta di scuse, usando uno degli altri linguaggi del perdono, spesso è la chiave che apre la porta alla possibilità del perdono e della riconciliazione. Potrebbe essere la parte della richiesta di scuse che il partner si aspetta di sentire da te.
“Puoi perdonarmi?” E’ l’elemento che convince il partner della sincerità delle tue scuse. Senza questa richiesta di perdono, le tue affermazioni: “mi dispiace”, “ho sbagliato”, “non lo farò più” potrebbero sembrare parole insincere, finalizzate a lasciarti la situazione dietro le spalle, senza averla davvero affrontata. Se questo è il linguaggio principale del perdono del partner che hai offeso, devi impare a parlarlo, se vuoi che l’altro sappia che la tua richiesta di scuse è sincera e la riconciliazione di coppia possa avvenire.  

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© 2017 Essere Coppia – Flavio Ponsetti


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